Mattia Moreni – IL CONCRETISMO DISTRATTO, 1991.
450,00 €
Mattia Moreni – IL CONCRETISMO DISTRATTO, 1991.
Acquaforte di mm. 585×396 su carta di mm. 700×495, esemplare 33/100.
provenienza: collezione privata Modena
Edizione Speciale per la Mostra:
Lionello Venturi e L’Avanguardia Italiana
a cura di Carlo Federico Teodoro
Cartella di Grafica: Omaggio a Lionello Venturi
di Piero Dorazio, Mattia Moreni, Enrico Paulucci, Achille Perilli e Emilio Vedova
Palazzo Ducale di Pavullo nel Frignano
presentazione in cartella di Flaminio Gualdoni
spedizione gratuita (si vende solo in Italia)
Disponibile
Mattia Moreni – IL CONCRETISMO DISTRATTO, 1991.
Acquaforte di mm. 585×396 su carta di mm. 700×495, esemplare 33/100.
spedizione gratuita (si vende solo in Italia)
provenienza: collezione privata Modena
Edizione Speciale per la Mostra:
Lionello Venturi e L’Avanguardia Italiana
a cura di Carlo Federico Teodoro
Cartella di Grafica: Omaggio a Lionello Venturi
di Piero Dorazio, Mattia Moreni, Enrico Paulucci, Achille Perilli e Emilio Vedova
Palazzo Ducale di Pavullo nel Frignano
presentazione in cartella di Flaminio Gualdoni
Mattia Moreni
Mattia Moreni, nato a Pavia nel 1920 e morto a Brisighella nel 1999, è sicuramente una figura cardine dell’arte del secondo dopoguerra, l’artista che più significativamente ha attraversato, vissuto e interpretato le grandi trasformazioni, gli smarrimenti di esperienza e di memoria, la perdita di cultura materiale, le paure, del nostro tempo. Formatosi nell’ambiente torinese del dopoguerra, Moreni negli anni Cinquanta sviluppa un linguaggio che, attraverso il recupero della carica gestuale dell’espressionismo astratto americano, gradualmente giunge all’informale risolvendo il suo lavoro in un espressionismo astratto. Dagli anni Ottanta l’artista esprime in pittura la più strenua difesa dei valori della natura e del corpo come natura nella natura, come sensorialità, “passionalità” contro l’aggressione e le minacce della civiltà computerizzata. L’intero corpus della ricerca di Mattia Moreni, testimonia “d’una pittura aspra e favolosa, di qualità espressionisticà’, come disse nel 1945 Mario Merz intuendone per primo la tragica bellezza.
Lionello Venturi
Figlio di Adolfo, fu uno dei 12 docenti universitari che nel 1931 rifiutarono di prestare il Giuramento di fedeltà al Fascismo, perdendo così la cattedra. Si trasferì a Parigi, dove rimase sino al 1939, e poi a New York fino al 1944. Nel 1945 ritornò in Italia, a Roma, dove riprese l’insegnamento universitario sino al 1955.
Ottenne la maturità classica presso il liceo classico E. Q. Visconti di Roma (Collegio Romano) e si laureò in Lettere a Roma nel 1907. Nel 1909-10 aveva ricoperto la carica di ispettore delle Gallerie di Venezia e nel 1911-12 della Galleria Borghese a Roma. Sempre nel 1911 aveva conseguito la libera docenza in Storia dell’arte medievale e moderna a Padova (subito trasferita a Roma). Nel 1913-14 fu Direttore e Sovrintendente della Galleria Nazionale di Urbino. Nel 1914-15 ottenne un incarico di Storia dell’arte nell’Università degli Studi di Torino e subito dopo venne nominato professore straordinario nella stessa università. Con l’entrata in guerra dell’Italia si arruolò volontario, tenente in una compagnia di mitraglieri. Ferito all’occhio destro durante un’azione di guerra, per la quale si guadagnò una medaglia al valor militare, fu congedato nel 1917. Nel 1919 fu nominato professore ordinario all’Università di Torino ed insegnò continuativamente sino al 1931. Qui intrecciò un legame di amicizia e di collaborazione con quell’eclettico imprenditore e mecenate che fu Riccardo Gualino che lo coinvolse nella stimolante avventura del Teatro di Torino.
A Parigi fece parte del nucleo antifascista di Giustizia e Libertà e, al suo arrivo a New York, nel 1939, aderì anche con incarichi direttivi alla “Mazzini Society”, fondata da Gaetano Salvemini assieme, tra gli altri, a Giuseppe Antonio Borgese, Randolfo Pacciardi, Aldo Garosci, Carlo Sforza, Alberto Tarchiani e Max Ascoli.
Negli anni francesi tenne corsi e conferenze nelle università di Parigi, Lione, Londra, Cambridge ma anche negli Stati Uniti dove si recò almeno due volte prima di trasferirvisi nel ’39. Pur domiciliato a New York, da questa data insegnò nella Johns Hopkins University di Baltimora, nella University of California, nell’Università di Città del Messico, nella École Libre de Hautes Études della stessa New York e in altre città tra cui Chicago, Detroit e Filadelfia.
Nel 1945 venne richiamato in Italia per riprendere il suo posto nell’Università di Torino ma chiese ed ottenne il trasferimento del suo ruolo a Roma.
Tra le sue molte pubblicazioni sulla storia e sulla critica dell’arte, spiccano Giorgione e il Giorgionismo del 1913; La critica e l’arte di Leonardo da Vinci del 1919; Il gusto dei primitivi del 1926; Pretesti di critica del 1929; Storia della critica d’arte prima edita in lingua inglese (1936), poi in francese (1938) e solo nel 1945 in italiano (seconda edizione 1948). Fondamentali sono stati ancora altri suoi studi su Caravaggio, Modigliani (1930), Cézanne e gli Impressionisti francesi (1936, 1939, 1940, 1943 ecc.), Rouault (1940 e 1943), Marc Chagall (1945), Lalla Romano, Mario Soldati, Spazzapan, Severini ecc. Tra le varie mostre organizzate si evidenzia quella del 1958, a Roma, “Nuove tendenze dell’arte italiana” nella sede della Rome – New York Art Foundation, dove espose, tra gli altri Mimmo Rotella.
Tra i suoi allievi anche Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi, Giovanni Urbani, Valentino Martinelli, Maurizio Calvesi, Nello Ponente, Enrico Crispolti, Eugenio Battisti, Luigi Grassi, Creigthon E. Gilbert, Giovanni Carandente, Mario Soldati. È il padre dello storico Franco Venturi.
La biblioteca dell’illustre studioso è attualmente divisa in tre parti tra gli atenei di Roma (Dipartimento di Storia dell’arte della Sapienza), Perugia e Torino. Nel Dipartimento di Storia dell’arte della Sapienza Università di Roma è conservato l’Archivio di Lionello Venturi, donato dagli eredi nel 1996.
da Wikipedia
